Coaching: si tratta di diffidenza o di forte curiosità?
Si tratta di entrambe!
Il Coaching suscita spesso diffidenza e, nello stesso tempo, forte curiosità.
Lo scetticismo aumenta quando si scopre che l’evoluzione e la divulgazione del Coaching sono affidate all’iniziativa di piccole aziende o di singoli professionisti che si contraddistinguono per la scarsa professionalità o l’improvvisazione.
Mi riferisco a centinaia di consulenti, manager, piccoli formatori che avviano la loro attività formativa senza farsi troppi scrupoli sulla qualità dei loro servizi; mi riferisco a chi pratica discipline manageriali, discipline olistiche, marketing, ma anche a coloro che pensano di “essere” dei Coach perché dotati di una “ speciale e innata attitudine”… molti (troppi) parlano di Coaching indebitamente!
Osserviamo attentamente il mercato.
L’estrema varietà di proposte (a volte a dir poco originali) è sostenuta da un’aggressività commerciale senza precedenti che, con l’avvento di Internet e soprattutto dei social network, si è amplificata in maniera esponenziale.
Badate… la confusione regna sovrana: il Coaching troppo spesso viene confuso (o miseramente miscelato) con il Counseling, con la PNL, con il Mentoring, con la Formazione Personale o, ancor peggio, con la Psicologia, la Psicoterapia, il Marketing, le strategie del guru.
L’intento di questa rubrica è di aiutare il lettore, soprattutto se inesperto, a capire che cos’è il Coaching e di cosa si occupa.
Da diversi anni cerco di tracciare un quadro completo, descrivendo compiutamente la filosofia, la metodologia, il processo e le tecniche di cui si avvale un Coach Professionista.
Un primo, importante consiglio: abbandonate le frammentarie definizioni che si trovano su Internet!
Potrete tornarci in un secondo momento per comprendere l’importanza di divulgare in maniera corretta il significato di Coaching. Molti siti, infatti, si limitano a dare poche e sintetiche informazioni, omettendo una corretta cultura del Coaching.
È facile trovare centinaia di definizioni di Coaching che hanno lo scopo di reclutare nuovi clienti: siate diffidenti!
Come evitare le fregature dai Corsi e dalle Scuole di Coaching?
Un Corso o una Scuola di Coaching si possono definire “Riconosciute” e rilasciare attestati professionali solo se esistono tre importanti condizioni:
- Il Corso è stato valutato e riconosciuto da una Associazione di Categoria (ovvero un soggetto “esterno”, super partes, referenziato e competente)
- L’iter formativo, il piano didattico, le procedure sono ben organizzate, verificate e dichiarate conformi agli standard dell’Associazione Nazionale
- L’Ente che ottempera verifiche e controlli ha il riconoscimento legale per svolgere questo tipo di attività; in questo caso può emettere solo Attestati professionali in base alla legge 4/2013 (nel caso del Coaching occorre riferirsi ad una Associazione di Categoria).
Fate attenzione: non esiste nessuna “certificazione internazionale”. Il termine “certificazione” possono usarlo solo specifici Enti di Certificazione riconosciuti da Accredia.
Quali Corsi di Coaching evitare?
Occorre diffidare di coloro che, in maniera semplicistica, promettono grandi risultati con il minimo sforzo. Di conseguenza, occorre evitare chi promette:
- Lavoro certo e ben retribuito dopo il corso
- L’inserimento nel proprio staff
- L’inserimento in elenchi, albi professionali, pseudo associazioni internazionali o culturali, corporazioni, comunità, ecc.
- Guadagni sicuri attraverso programmi di multilevel marketing e/o programmi di reclutamento clienti.